Andrea Bajani, Ogni promessa, Einaudi, 2010

Per chi ha amato Se consideri le colpe (Einaudi, 2007) il nuovo romanzo di Bajani è insieme una conferma e una delusione.

È una delusione perché pare a volte che si tenti in questo una replica di quello secondo un principio di proporzionalità: aumenta il numero dei personaggi e dei loro discorsi e relazioni, si complica la qualità delle loro reazioni e se ne accentua l’intensità, aumenta la distanza percorsa dal protagonista per arrivare al fiume vagheggiato, si ingigantisce la portata storica degli eventi evocati. In tutto ciò il rischio della proverbiale “troppa carne al fuoco” si cela all’inizio di ogni nuovo capitolo e in questo senso il difetto principale del romanzo appare nella moltiplicazione dei punti di vista (cioè dei destinatari dei discorsi che vi vengono svolti), strategia che di fronte all’assunzione di un unico narratore interno crolla in diversi punti a causa di sostanziali incoerenze.

Ogni promessa, tuttavia, è una conferma perché il valore del suo autore è costantemente riconoscibile. Bajani ha un’idea della letteratura come luogo privilegiato della parola e, cosa ancora più importante, ha un’idea della parola come primo ed essenziale meccanismo nel processo di comprensione della realtà. Ecco che allora l’insieme dei caratteri e degli scenari (peraltro sempre dipinti con vivacità struggente) fondano un universo coerente in cui non importa davvero se il detto e il non detto sono reali o soltanto immaginati o proiettati in una speranza futura. Il bello della sua scrittura è che l’astratto e il concreto hanno uguale valore nella costruzione delle immagini: le persone diventano oggetti, e questi si trasformano in luoghi, oppure ridiventano persone; il livello metaforico del linguaggio non si limita a commentare, bensì anticipa lo sviluppo dell’azione e ne segue il tracciato ripresentandosi poche pagine più oltre; il dialogo è quasi sempre concepito e svolto in absentia, come se fosse l’unica soluzione possibile per rimediare a ogni genere di lontananza o di privazione.

Nonostante i limiti, è comunque una gioia sapere che oggi in Italia i romanzi sono scritti (anche) così.

Torna alla «Review»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...