Georgina Harding, Il gioco delle spie, minimum fax, 2010

Ho affrontato la lettura del Gioco delle spie consapevole di quanta poesia può celarsi in una spy-story di produzione inglese e ambientata durante la Guerra fredda, ma anche curioso di saggiare le peculiarità che differenziano enormemente questo libro dai Le Carré e dai Greene: l’autrice è una donna e i protagonisti sono bambini.

Anna e Peter Wyatt restano orfani di madre nel ’61. Il racconto si incentra sui due anni successivi all’evento, anni in cui al posto del lutto si scatena una vera e propria ricerca della mamma, dal momento che Peter, il più grandicello, ha avuto un’illuminazione: forse la mamma – straniera e profuga di guerra – non è morta, forse è una spia e si sta nascondendo.

Si legge così di un mondo dove i bambini sono tenuti all’oscuro di certe cose, mentre di certe altre riescono ad avere il presentimento, e intanto giocano e imparano a usare cuore e cervello, finché poi, anni dopo, ritroviamo fratello e sorella cresciuti, che ancora cercano quel che cercavano un tempo. E in particolare Anna, la voce narrante, si spingerà fino alla libera e grande Russia per trovare altre verità.

È un bel romanzo e la Harding è molto brava nel dosare passato e presente, nel conciliare scrittura e sovrascrittura, ricordi e commenti ai ricordi (il precedente romanzo sulla Solitudine di Thomas Cave era stato criticato per la scarsa genuinità del sovralivello narrativo; non ho letto La solitudine, e invece in questo la costruzione mi pare quasi impeccabile). Per quanto riguarda l’appartenenza del Gioco delle spie a un genere, i modelli sono ben rispettati: la campagna inglese è malinconica anche perché inquadrata nelle monumentali rovine d’Europa; il colpo di scena finale è diluito in una dissolvenza che pian piano toglie la voce al narratore. Per quanto riguarda le peculiarità, infine, la scelta del punto di vista paga: da qui, infatti, emergono quelli che dovettero davvero essere forti e insanabili dissidî tra una generazione di adulti intenti a cancellare la guerra e una di piccoli che se la trovavano comunque davanti.

Torna alla «Review»

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...