Una cosa che avevo da dire

Paolo Marasca, La qualità della vita, Italic, 2010

Una volta portato a termine con relativa facilità, mi sono reso conto che La qualità della vita mi aveva come deluso. In un certo senso – ho pensato –, Paolo Marasca si comporta come Mirko, il suo protagonista, che promette e non mantiene. E come, nel libro, Mirko finisce per non presentarsi all’appuntamento che lui stesso in autonomia ha fissato per sé nelle prime pagine, così l’autore diluisce in un’attesa troppo lunga la potenza espressiva, l’ironia e la velocità con cui ci ha incantati nell’incipit.

Eppure sarebbe molto ingiusto sostenere che La qualità della vita non è un bel romanzo, per quanto breve. Infatti, a parte la brevità (su cui torneremo), rimane che certi elementi singoli, certe frasi o espressioni sono riuscite, poiché ben costruite e disposte altrettanto bene, e questo lungo tutta la durata della storia, non solo all’inizio.

Continua a leggere

Annunci
Pubblicato in Pensate, Verba volant, scripta manent | Lascia un commento

Qui è stretto, sono stanco, in principio era, vado là

Ovvero, Boia Faust!

Sono andato a vedere il Faust di Sokurov senza sapere che cosa aspettarmi, dal momento che è vero che a scuola ho fatto tedesco, ma non ricordo più quasi nulla.
Credo che da un lato il fatto di non avere aspettative abbia servito a qualcosa, nel senso che ha preservato quel certo nonsoché di verginità che hanno a volte gli spettatori nell’accostarsi a ciò che sanno essere un film “impegnativo”. Continua a leggere

Pubblicato in Decima musa, settima arte, Pensate | Lascia un commento

Con me ho…

… Un nuovo paralipomeno: ecco.

Pubblicato in Marginalia, Pensate | Lascia un commento

This must be the plot

Premessa minore

Mi sono svegliato poche mattine fa con la consapevolezza che qualcosa mi aveva disturbato ma non sapevo esattamente cosa, sicché ho proceduto per tentativi a seguire le tracce del sogno che mi aveva lasciato quella consapevolezza.

Premessa maggiore

La sera avanti eravamo andati al cinema a vedere This must be the place di Paolo Sorrentino. Continua a leggere

Pubblicato in Decima musa, settima arte, Pensate | Lascia un commento

tutto è più difficile nell’età adulta […].

Non sto aggiornando il blog ormai da un mese. Sono stato molto impegnato con alcune letture. Mi sono regalato e fatto regalare tre bei tomi, tutti e tre a loro modo che parlano di guerre, conquiste, strategie di difesa, truppe in marcia, stanziamenti, assedi, veglie di guardia, posti di blocco, insomma di quegli argomenti che interessano a me (come notava mio padre qualche giorno fa mentre gli dicevo queste stesse cose).
In particolare, c’è uno di questi tre che mi ha letteralmente fulminato, nel senso che la confusa combinazione di vuoti e di pieni che solitamente chiamiamo testo, nel caso di specie configurandosi non soltanto come testo narrativo, ma riuscendo altresì a disegnare una carta geografica e a tracciarne l’evoluzione storica, tramite una peculiare e arditissima alchimia sintattica mette in luce il carattere sostanzialmente paradigmatico della “cosa”, di ciò che già dal titolo sappiamo esserne l’argomento, il suo oggetto narrativo-descrittivo, facendo sì che io lettore, se l’istante prima riuscivo a cogliere nettissimi i confini di quella mappa incarnatasi in racconto, l’istante dopo giunga perfino a dubitare dell’esistenza di quei confini, spaziali o temporali che siano.

Il romanzo si intitola Zona, è stato scritto da Mathias Énard, che nonostante tutto quel che ha scritto ha una faccia simpatica e gioviale. Continua a leggere

Pubblicato in Pensate, Verba volant, scripta manent | Lascia un commento

Sarajevsko pivo

Alla fine arriviamo a Sarajevo che la guerra è terminata ormai da sedici anni. Certi solai collassati e alcune tracce di vecchi incendi sembrano i segni più di un’incuria che di altro. I fori dei proiettili sui muri e sui selciati sono come tanti memento di una cattiva e disastrosa digestione. Possiamo fotografare tutto quello che vogliamo, siamo pieni di memoria digitale nelle nostre macchinette, abbiamo spazio e stomaco sufficienti per immergere le coscienze nel conflitto, ma la popolazione del luogo non ci fornirà supporto più di tanto, e quelle inquadrature le prenderemo in fretta e di nascosto. Non siamo giornalisti sotto assedio all’Holiday Inn, non siamo emissari se non di noi stessi, non siamo testimoni se non delle nostre vacanze. Dopo tutti questi anni, il mondo dice di sapere cosa è successo a Sarajevo, anche se Sarajevo pensa che ciò sia vero soltanto fino a un certo punto. Continua a leggere

Pubblicato in L'angolo dei viaggi | Lascia un commento

Il punto della situazione

L’estate mi serve anche per fare un breve resoconto delle mie più recenti acquisizioni in campo gastronomico, almeno per quelle dell’anno appena trascorso. Continua a leggere

Pubblicato in L'angolo della cucina | Lascia un commento